Storia della città
Non deve recar maraviglia se i giovani, mossi dalla
celebrità del luogo, corrono da ogni parte del mondo a Bologna per coltivar
l'ingegno nella più varia dottrina.
(Girolamo Osorio, 1535)
Anche se la fondazione della città parrebbe legata al mitico
Ocno, figlio della ninfa Manto, le prime origini sicure
risalirebbero addirittura al I millennio a.C., quando il villaggio
di Villanova aveva dato origine ad una civiltà ricca quanto
a documentazione (ne sono conservati numerosi vasi al Museo
Civico Archeologico). In seguito ai primi insediamenti, gli
Etruschi, intorno al VI sec. a.C., fondarono Felsina,
ribattezzata sotto i Galli Boi, nel IV sec. a.C., come
Bononia (da una radice bona che in lingua celtica
significa "costruzione" e che poi ha assunto altri significati).
Nel I sec. a.C. gli abitanti ottennero
la cittadinanza romana (era già stata costruita la Via Aemilia
che collega tuttora i principali centri della regione equidistanti
tra loro), tanto che divenne importante nodo di collegamento
e il poeta Marziale la definì "culta". Con l'avvento del
Cristianesimo i vescovi Petronio e Felice svolsero un ruolo
importante, non solo dal punto di vista religioso,
ma anche
artistico (si cominciò la costruzione della Basilica di S.Stefano).
Sotto Giustiniano (482-565), nel frattempo, la città era
rientrata a far parte dell'Impero Romano d'Oriente, ma, dopo
la conquista da parte di Carlo Magno (774), Bologna venne donata
alla Chiesa. Costituitasi Comune dopo la lotta per le investiture,
era già famosa in tutta Europa per la sua rinomata Università,
la più antica del mondo (1088), ove insegnavano maestri di
diritto quali Irnerio, Accursio e Rolandino.
La sua evoluzione politica, economica e sociale (testimoniata dalle tante torri
che sorgevano nel centro) continuò con la sconfitta dell'imperatore
Federico Barbarossa (1176) e del successore Federico II (1249)
nella battaglia della Fossalta, che causò la prigionia del
figlio Enzo nel Palazzo che porta ancora oggi il suo nome.
Seguì un periodo di decadenza, ma la città presto si riprese
sotto la signoria di Taddeo Pepoli (1337-44) e, dopo alterne
vicende, tra cui la costruzione della Basilica di S. Petronio,
della famiglia Bentivoglio (1445-1506), finché il papa Giulio
II non si riappropriò dell'antico dominio, rendendola capitale
del nord dello Stato Pontificio.
Proprio qui avvennero l'incontro
tra il suo successore Leone X e il re francese Francesco I
e l'incoronazione dell'imperatore Carlo V (1530). In questo
periodo vissero anche grandissimi pittori conosciuti nelle corti
europee (Guido Reni, Guercino, i Carracci).
La fortuna del
capoluogo emiliano crebbe nel periodo napoleonico, quando
fu nominata capitale della Repubblica Cispadana.
Impegnata nei moti risorgimentali del 1831 e del 1848, che
porteranno alla cacciata degli Austriaci, nel 1859 fu annessa
al Regno di Savoia. Tra la fine del XIX secolo e gli anni '30
fu notevolmente ampliata nel suo assetto urbanistico con la
creazione di nuove strade e ricostruita parzialmente dopo
i bombardamenti della II guerra mondiale, quando avvenne l'orrenda
carneficina della strage di Marzabotto. Nel dopoguerra la
ripresa e la ricostruzione furono graduali e fino ad oggi la
città è stata notevolmente modificata, soprattutto nelle zone periferiche
oltre l'antica cinta muraria (si pensi alle torri del
Fiera District progettate dall'architetto giapponese Kenzo Tange).
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